GASTRONOMIA A MAZARA DEL VALLO

A Mazara del Vallo, cittadina in provincia di Trapani lambita da un mare cristallino, s’incontrano i colori sgargianti e i profumi speziati del mondo arabo insieme alla magnificenza dell’architettura normanna. Chiamata anche “la città delle cento chiese”, saprà regalarvi arte, cucina a base di pesce fresco e una ricca vita notturna.

Lungo la costa occidentale della Sicilia, nella provincia di Trapani ma a soli 200 chilometri dalla Tunisia, questo antico sito fenicio mantiene ancora oggi tutte le caratteristiche delle diverse culture che vi si sono fermate. Una scelta di certo azzeccata per quanti vogliano andare alla scoperta di un luogo nuovo che offra in un colpo solo cultura, natura, buona cucina e tramonti difficili da dimenticare. Ma per scoprire davvero Mazara del Vallo, vale la pena andare per ordine.

Cultura, dicevamo. Il centro storico della città è chiamato Casbah, termine arabo perché araba è la sua architettura. Il groviglio di stradine in cui si snoda ricorda proprio le medine islamiche. Una passeggiata tra una via e l’altra è di certo da fare. Ma il vero centro, lì dove la città si accende realmente, è il porto, sempre affollato per i banchi del pesce fresco. Per chi volesse acquistarne,è bene andare la mattina presto. Tra piazza del Plebiscito e piazza della Repubblica si incontrano rispettivamente l’antico chiostro del Collegio dei Gesuiti e la Basilica-Cattedrale di epoca normanna, tra gli edifici più caratteristici della Mazara antica. E per chi, dopo tanto girare, volesse lasciarsi andare a qualche acquisto non previsto, basta spingersi fino a piazza Mokarta, tappa ideale per gli amanti dello shopping, che intanto potranno anche godere della vista che si apre sul lungomare Mazzini.

Se si passa da piazza del Plebiscito è però doveroso fare una sosta nella chiesa sconsacrata di S. Egidio per ammirare la statua in bronzo del Satiro Danzante, custodita nel Museo del Satiro creato all’interno della chiesa. Attribuito ad un artista greco del IV secolo a.C., la statua è stata ripescata nel 1998 da un peschereccio della flotta mazarese nel Canale di Sicilia. Il nome di “Danzante” gli è stato attribuito proprio per la posizione in cui il satiro è raffigurato, che ricorda la mitica danza dionisiaca, dalle movenze frenetiche e scomposte che evocano al contempo eleganza e dinamicità.